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Jonathan Rathbone
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Intervista fatta da Pasquale Amico via mail nel 1999 a Jonathan Rathbone vocalista ,compositore, ex Leader degli Swingle Singers.


Traduzione dall'inglese
JESÚS EDUARDO ALVAREZ

Ciao Jonathan, la prima domanda d'obbligo è:

1. Chi sono i "Swingle Singers"?
I "Swingle Singers" sono un gruppo costituito da quattro uomini e quattro donne (due soprani, due contralti, due tenori e due bassi).
2. Quando si sono costituiti?
Il gruppo fu fondato nel 1963.
3. Perché un gruppo misto?
Con un gruppo a voci miste puoi spaziare nella diversità dei registri e del suono.
4. Che cosa differenzia gli Swingle da altri gruppi simili?
Il gruppo è differente in tanti modi: il repertorio si basa sulla musica classica, i vocalisti sono preparati seguendo dei metodi tradizionali, gli elementi del Jazz sono introdotti in modo molto accademico e il repertorio è scritto in ogni suo dettaglio ed spesso molto complicato.
5. Perché questo tipo di repertorio?
La scelta del repertorio è molto varia e le intenzioni sono quelle di fare qualcosa d’interessante con il brano.
6. Perché non eseguono polifonia classica?
Noi facciamo polifonia classica e molto spesso funziona bene con i microfoni, però ha bisogno di uno stile di lavoro leggermente differente.
7. Come si diventa elemento di questo gruppo?
Le audizioni sono pubblicizzate nella stampa del Regno Unito. Gli aspiranti sono sottoposti a due audizioni. Alla prima è valutata la qualità della voce, l’intonazione e la capacità di adattarsi ai vari stili, nella seconda audizione facciamo cantiamo il repertorio degli "Swingle Singers" con il microfono.
8. Quando un componente abbandona il gruppo la sua attività musicale continua?
Normalmente continuano a cantare come free lance a Londra, alcuni si dedicano alla direzione di coro e alla composizione e all’arrangiamento.
9. Perché vengono utilizzati i microfoni?
Utilizzare i microfoni vuol dire essere più espressivi con la voce, possiamo quasi sussurrare, possiamo urlare e tutto quello che c’è in mezzo ed essere ascoltati da tutti nella stessa maniera.
10. La scenografia è una componente importante?
Visto che ogni concerto si tiene in un posto diverso e noi arriviamo soltanto poche ore prima dell’esecuzione noi non ci fidiamo troppo della scena.
11. Chi sceglie il repertorio?
Ogni componente è propositivo, ma spesso noi rispondiamo alle richieste dei festival con tematiche specifiche e a certe richieste dei promotori.
12. Qual è il repertorio è preferito?
Il repertorio preferito dagli "Swingle Singers" è la varietà per cui non c’è uno stile che prevale sugli altri. Il repertorio più apprezzato dal pubblico rimane comunque quello con caratteristiche jazzistiche.
13. Quando i brani vengono studiati se il gruppo è spesso in giro per il mondo?
Noi studiamo molto in viaggio, è molto importante sfruttare ogni minuto che trascorriamo insieme, studiamo soprattutto nelle stanze d’albergo.
14. Se anche il supervisore canta, come viene verificato l'esito finale?
Spesso registriamo i concerti e li riascoltiamo successivamente, però questo rappresenta un problema. In ogni caso dopo tanti anni l’autocritica è un’abilità che abbiamo sviluppato tutti.
15. Qual è il paese dove si è maggiormente esibito il gruppo?
Questo cambia di anno in anno, quando io sono entrato nel gruppo la maggioranza dei concerti si tenevano in America, però vari paesi si sono aggiunti a questo durante gli anni. In ogni caso lavoriamo molto anche in Giappone, in Italia, Olanda e Scandinavia.
16.Quanti album hanno inciso?
Difficile da dire, ci sono state molte ristampe, nella mia permanenza con gli "Swingle Singers" dal 1984 al 1996 io ho registrato 17 album, però abbiamo registrato anche con altri artisti.
17. Come mai in Italia è difficile rintracciare il materiale degli Swingle (Cd Partiture)?
Noi non siamo rimasti con una casa discografica così a lungo da poter impostare una buona distribuzione del nostro materiale, ci auguriamo che questo servizio migliori in misura alle richieste che ci perverranno.
18. Cosa ne pensi della realtà corale italiana?
La tradizione corale italiana ci sembra che diventi sempre più attiva.
19. E dei gruppi simili che sorgono un po’ ovunque in Italia?
È molto piacevole per noi, sapere che sono sempre di più i gruppi che cantano il nostro repertorio e penso che saranno sempre di più in futuro in gruppi che sceglieranno questa strada. È difficile trovare le voci giuste, ma non è impossibile, l’importante è avere un buon arrangiamento e un buon direttore.
20. Come si diventa arrangiatore di musica corale in Inghilterra?
Non lo so con precisione, suppongo di esserne uno. Io ho avuto la fortuna ad avere i "Swingle Singers" i quali cantano i miei arrangiamenti. L’importante è avere un veicolo di diffusione del proprio lavoro per poterne verificare l’efficacia.
21. Cosa ne pensi dei compositori italiani?
Noi siamo molto amici con Azio Corghi che ha scritto per noi e adoriamo la sua musica, è difficile, ma sempre molto efficace. Conosciamo anche Luciano Berio.
22. Cosa consigli per migliorare la situazione corale italiana?
Non posso rispondere con precisione perché non conosco bene la vostra attuale realtà corale.


 
     
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